Digital Divide ed educazione digitale: come siamo messi?

più connettività alle generazioni future

Digital Divide: un’espressione anglofona che tratteggia la situazione di discreta arretratezza dell’Italia rispetto al resto d’Europa in materia di accesso alle tecnologia dell’informazione.

Ad uno sguardo superficiale non si direbbe: siamo tutti connessi, tutti con gli occhi incollati allo smartphone, con le dita incollate alla tastiera e ciascuno di noi, anche il meno “social-dipendente”, trascorre più di qualche ora al giorno  orientandosi, con maggiore o minore esperienza, in quel vasto mare che è il web.

L’apparenza purtroppo inganna.

Non siamo così ben messi dal punto di vista dell’accesso alla rete: il divario digitale non riguarda solo le aree più periferiche del nostro Paese, ma spesso la copertura delle connessioni è disomogenea anche all’interno delle stesse province o città.

Qualcuno obietterà: “E la fibra?Non abbiamo la fibra?”                  

Certo: la fibra dovrebbe avere capacità di resa molto più alte. In teoria.

Purtroppo, però, la teoria trova l’opposizione della realtà dei fatti, che nel caso specifico riguarda l’infrastruttura principale, che si articola nelle centraline che portano la connessione nelle varie zone di province e città.

Da queste centraline la connessione viene smistata a palazzi ed abitazioni, solitamente mediante il rame. Ed è a questo punto che la fibra perde la sua potenza.

Ed è questa la ragione perché sono stati fatti molti ricorsi sia all’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle Telecomunicazioni, sia all’Antitrust, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato: in pratica, gli utenti si sono accorti che la fibra promessa non c’era ed era molto meno performante di quello che era stabilito dal contratto.

Come si può risolvere il problema?

Arginare il divario digitale non è cosa da poco, ma l’utente può fare la sua parte, impegnandosi nella sua educazione digitale.

Noi di Yottanet crediamo che un utente consapevole sia un utente che può usufruire meglio dei servizi che gli vengono offerti, perché sa orientarsi meglio nel vasto mare delle offerte proposte dai vari gestori.

Un utente consapevole conosce a fondo le proprie esigenze e sa comprendere quali sono le sue necessità in termini di Download/Upload.

Infine, un utente consapevole, informandosi e ricercando, sviluppa un certo senso critico “digitale”, che gli permette soprattutto di pretendere risposte, quando qualcosa non è sufficientemente chiaro e comprensibile.

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